LE ORIGINI: le prime traccie di storia.

Grazie alla scoperta casuale di due ricercatrici, l’archeologa Alba Bellina e Doriana Biombardi laureata in lettere con indirizzo archeologico, la presenza umana nel territorio del comune di Faedis, si può attestare tra i 3000 e i 2800 anni a.C.

Una delle incisioni rupestri rinvenute

Qualche anno fa in località Bocchetta Sant’Antonio, sopra l’abitato di Canebola, hanno rinvenuto alcune incisioni rupestri di forma tondeggiante e ovoidale. Si tratta di 10 figure di dischi puntati, una sorta di "cerchietti" con un forellino al centro, del diametro compreso tra i 10 e i 12 centimetri eseguiti con la tecnica della martellina diretta la cui traccia è ancora ben conservata. Sono le primissime tracce di disegni su pietra degli antichi artisti friulani .

I luoghi delle preistoria

Queste scoperte si sommano a quelle fatte dalle spedizioni del Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano nel corso del 1900, presso le grotte "Ciondar des Paganis" e "Foran di Landri" poste rispettivamente ai confini con i comuni di Attimis e Torreano. In queste spedizioni sono stati rinvenuti frammenti ossei, pezzi di ceramica e frammenti di selci, che confermano che la presenza umana nella zona già nella preistoria. Al di fuori di questi elementi, non si conosce altro di questo periodo e bisogna arrivare all'occupazione del Friuli da parte di Roma nel 183 a.C. per trovare tracce più consistenti di un'organizzazione umana socialmente più evoluta.

Studiando l'etimologia di alcune parole che indicano luoghi, torrenti e paesi del comune, si trovano tracce anche del passaggio dei Celti, che occuparono il Friuli intorno al 500 a.C.. Queste tracce sono riscontrabili in Grivò, Canal di Grivò, da "Gravone", "Canal de Gravone" nomi molto usati nella Francia meridionale, regione anticamente popolata dai Celti, e anche nella desinenza "is" di Faedis che pur se di origine latina, da "fagetum" bosco di faggi, evidenzia l'influenza dell'antico sostrato della parlata celtica.

Con l'arrivo dei romani in Friuli, si assiste ad una riorganizzazione del territorio che vede interessata anche Faedis. In località Collevillano, "colle della villa", probabilmente doveva esserci la villa o un piccolo agglomerato di case appartenenti ad un colono romano; infatti in questa zona sono numerosissimi i resti di cocci, anfore, mattoni e nei lavori di sbancamento di un vigneto all'inizio del secolo si trovarono anche le fondamenta di alcune case.

Sesterzio Domiziano - Segni Tratto Strada Romana

Nel 1934, quando per ampliare la chiesa parrocchiale fu rimosso il vecchio pavimento, vennero alla luce alcune monete tra cui un sesterzio di Domiziano che fu imperatore dall' 81 al 96 d.C.. Faedis probabilmente era un importante punto strategico, collocato sulla "via Cividina" che da Gemona portava a Cividale (di questa strada si trovano tracce, ricoperte di terra e sassi, in località Ca' Bertossi).
Di questo periodo presumibilmente è la costruzione di una torre di avvistamento, situata più o meno dove è collocata ora quella del campanile della chiesa (risalente all'epoca dei Cucagna, XIII secolo), che serviva per controllare la valle del Grivò e comunicare, attraverso il sistema delle fortificazioni a specchio, eventuali invasioni da parte dei barbari.

Il paese doveva sorgere all'incirca dove si trova adesso, ben distante quindi, come era abitudine, dalla villa del colono. La zona di Collevillano infatti dista poco più di un chilometro dal centro del paese. I romani portarono a Faedis la coltivazione della vite e dell'olivo che ancora oggi sono praticate.

Per la parte sud del territorio del Comune di Faedis, passava un tratto della Via Pons Sonti, una delle stradi principali del periodo romano che collegava Cividale (Forum Juli) a Tricesimo e quindi alla Via di Virunum che saliva verso il Norico. Le tracce del tracciato sono un po' visibili, ancora oggi, osservando dall'alto si scorge una linea retta che passava qualche centinaio di metri sopra Case Presa e giungeva fino a Ronchis, e poi proseguiva fino a Tricesimo.

A questo periodo alcune fonti fanno risalire anche l'origine degli abitati di Campeglio e Raschiacco. Dopo la caduta di Roma nel 476 d.C., segue fino al 1000 un periodo molto oscuro ed avaro di notizie soprattutto per Faedis. Il Friuli fu continuamente invaso e occupato da diversi popoli, fra cui i Longobardi, che lasciarono traccia del loro passaggio nel nome del colle sul quale sarebbe sorto il Castello di Zucco, il Colle "Rodingerius" che deriva da Roding, parola dell'antico tedesco.

Analizzando il fenomeno delle migrazioni slave, che avrebbero portato tali popolazioni ad insediarsi sui monti delle Valli del Natisone e del Torre, si può dedurre che alcune delle frazioni di montagna abbiano origine in questo periodo.